Comacchio

Giobbe Covatta ne "La Divina Commedia"

Una nuova stagione per Comacchio a Teatro
Giobbe Covatta porta in scena una versione "apocrifa" dell'Inferno, firmata da tal Ciro Alighieri e reperita, dice, in una discarica. Un testo che ha chiare affinità, ma anche grosse differenze con l'opera Dantesca. Il poeta vi immagina l'Inferno come luogo di eterna detenzione non per i peccatori, ma per le loro vittime. Ed in particolare i bambini ovvero i più deboli, coloro che non hanno ancora cognizione dei loro diritti e non hanno possibilità di difendersi. Così mentre resterà impunito chi ha colpito con le sue nefande azioni i piccoli innocenti del terzo mondo, il Virgilio immaginato dall'antico poeta lo accompagnerà per bolge popolate da bambini depauperati per sempre di un loro diritto, di qualcosa che nessuno potrà mai restituirgli. Un lavoro originale ed emblematico dello stile tipico del comico napoletano, in grado di unire una narrazione comica a temi di livello e grande attualità.

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